Salentu: lu sule, lu mare, lu jentu. La frase dialettale con cui i salentini descrivono la loro terra è la più sintetica ed efficace per capire di cosa si parla quando si dice Salento.
Il sole: brillante, caldo da diventare estremo e accecante.
Il mare: che abbraccia la penisola per 300 km di costa, con la sua acqua trasparente sulla sabbia finissima e verdissima nelle grotte carsiche.
Il vento: di scirocco o di tramontana, che lascia il mare calmo o lo fa agitare, che porta calura umida o che mitiga il caldo e abbassa le temperature.
Salento dai mille volti: quello dell’entroterra agricolo, degli antichi borghi, dei resti archeologici dei Messapi e dei Romani, della Grecìa Salentina, dell’architettura barocca ed in pietra leccese, e quello delle coste sabbiose dello Jonio, delle alte scogliere e falesie dell’Adriatico, delle splendide grotte carsiche marine.
Quello più tradizionale, vocato all’agricoltura, alla maestria artigiana nella lavorazione della ceramica, del rame, del ferro battuto, della pietra leccese, dei tessuti e dei merletti e quello più contemporaneo dei locali di tendenza e dei lidi dove sorseggiare un aperitivo al tramonto.
Incontrerete persone schiette, generose, accoglienti, orgogliose delle loro origini.